Il basket, il calcio, la pallavolo…
Come speranza, che unisce mondi apparentemente distanti. Impegnarsi per qualcosa, per aiutare i ragazzi a sperare nel proprio futuro, a sentirsi protagonisti del proprio avvenire. A sperare in un domani migliore.



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La prima missione in Rwanda...

10/06/2014


Dal 22 maggio all’8 giugno si è svolto il primo viaggio operativo in Rwanda: ricco di emozioni e di cose da fare.
Sono partiti Stefano Bizzozi, Giovanni Albanesi e Paolo Laddomada e cui si sono uniti Valentina Piazza e Arianna Carminati del CSI e con Andrea Lodovichetti, Nicola Nicoletti e Eugenio Cinti Luciani. Questi ultimi realizzeranno un documentario che mostrerà come si svolge il nostro lavoro.
L’atterraggio a Kigali, capitale del Rwanda, da cui la comitiva si è spostata a Cyeza, vicino alla città di Gitarama, dove ha iniziato l’attività sportiva (basket, calcio e pallavolo) nelle scuole primarie e secondarie poste sulla sommità di una collina che domina un paesaggio di orizzonti limitati da infinite colline.
È stato effettuato un sopralluogo a Butare dove stiamo costruendo un campo da basket nella scuola locale. Da  Butaretutto il gruppo si è spostato a Ngororero dove abbiamo inaugurato il campo da basket che abbiamo costruito ed iniziato le attività sportive con un grandissimo seguito di partecipazione di ragazzi e studenti.
Durante questo periodo dove abbiamo posto l’attenzione soprattutto verso i ragazzi di Ngororero abbiamo svolto anche un’attività di “ricognizione” presso altre località della nazione per verificare altre possibilità di nostri interventi:  grazie all’aiuto di Claudio Bianchi, responsabile della Caritas di Frosinone che opera in Rwanda, siamo stati a Busasamana e toccato Njundo, Gisenyi e Muhato.
Con noi anche Virginia Quaresima ex giocatrice di pallacanestro e biologa che al termine della collaborazione con noi seguirà un progetto sull’alimentazione  con altri medici italiani.
Durante il nostro viaggio oltre a svolgere le attività con i ragazzi, abbiamo formato i tecnici locali che continueranno  il lavoro durante la nostra assenza e consegnato materiale sportivo: palloni, reti da pallavolo, retine, scarpe, completini da gioco…….
La valenza dello sport in Rwanda ci è stata sottolineata da istituzioni politiche, religiosi e insegnanti con i quali siamo venuti in contatto: per la sua storia il paese ha bisogno dello sport come strumento di riconciliazione perché porta con sé amicizia, solidarietà, rispetto delle regole e dei compagni, condivisione.
Allo stesso tempo nelle zone di confine con la Repubblica Democratica del Congo lo sport verrà utilizzato come opera di pacificazione. A Busasamana lo sport sarà un veicolo per unire ragazzi congolesi e rwandesi su un campo da basket, o di calcio o di pallavolo e dare un forte segnale di pace in un territorio in cui ancora ci sono combattimenti
Cosa riportiamo da questo viaggio?
Riiportiamo le visioni di paesaggi meravigliosi, un territorio dal verde acceso, il paese delle mille colline; il paese del lago Kivu, un sogno ad occhi aperti, il paese dei vulcani….e il ricordo di gente dalla grande ospitalità e dalla ferma convinzione che i giovani, cioè il loro futuro, devono essere salvaguardati in ogni modo….riportiamo anche la voglia di costruire altri campi da basket, uno presso Ngororero, in una scuola di 2000 ragazzi, che ora giocano su un campo in terra battuta con le linee disegnate da pietre, uno vicino a Busasamana, a contatto col confine col Congo, in una zona impervia e difficile da raggiungere, ma dove i ragazzi sono migliaia. Ma anche due campi da calcio, perché dove facciamo le nostre attività i campi distano più di un’ora a piedi per raggiungerli, attraverso sentieri e strade disastrate…..
In Rwanda non vediamo l’ora di…….tornarci!
















 






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